MUSEO DEL GATTOPARDO


museo_gattSono passati più di 50 anni e la bellezza de “Il Gattopardo” rimane intatta. Cinquanta anni dopo, una copia autentica dell’originale manoscritto e del dattiloscritto del Principe è stato donato da Gioacchino Lanza Tomasi, ed esposto nelle sale del Museo del Gattopardo, inaugurato nel 2006. Sono quelle pagine il vero punto di attrazione di tutto il Parco del Gattopardo che ospita già un piccolo museo delle cere dove è rappresentata una scena del “Gattopardo” viscontiano. Tutto il museo, infatti, ruota attorno alla figura ed alle opere di Tomasi di Lampedusa. All’interno delle teche sono esposte le lettere, gli appunti, la documentazione e le foto d’epoca dello scrittore, postazioni multimediali fanno rivivere i saggi critici e i film dedicati all’opera, si potranno vedere e ascoltare le interviste a Claudia Cardinale , indimenticabili interpreti del film di Luchino Visconti.così come lo stesso manoscritto, la sua stesura, le correzioni apportate. Pagina dopo pagina, bozze e correzioni, fino alla stesura finale.

Un museo costruito attorno ad un romanzo. Per farne conoscere i personaggi, la vita pagina dopo pagina. Il manoscritto originale de “Il Gattopardo” del principe Giuseppe Tomasi, duca di Palma e principe di Lampedusa è tra i “pezzi” che si possono ammirare nel nuovo Museo del Gattopardo, a Santa Margherita di Belìce. Per la prima volta non è un museo ad ospitare un’opera, ma è la struttura museale che è stata costruita attorno a “Il Gattopardo”.Oltre agli elementi visivi, la grande attrattiva del Museo è data dalla possibilità di ascoltare, per la prima volta, la voce dello scrittore. A seguire ed accompagnare il cammino del visitatore è infatti lo stesso Tomasi di Lampedusa, che recita la “Lighea”. Una registrazione unica, nata per gioco una mattina del 1956, quando Gioacchino Lanza Tomasi, figlio adottivo dello scrittore Tomasi di Lampedusa, ebbe l’idea di registrare la voce del padre adottivo, non immaginando che quella registrazione sarebbe rimasta l’unico documento audio del grande scrittore siciliano. Lo spazio espositivo ospita un materiale fotografico vario, proveniente in gran parte da archivi e collezioni private. All’interno è possibile visionare, oltre alla produzione di fotografie, anche immagini video-audio, raccolte di quotidiani, riviste dell’epoca ed album di foto.Completa la visita una sala multimediale, in cui vengono proiettati dei video, attraverso i quali si racconta la storia della Valle del Belìce e dei suoi paesi prima e dopo il 1968 fino ai nostri giorni.

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IL GATTOPARDO: IL ROMANZO

La stesura del romanzo, diventato un vero e proprio caso letterario, fu intrapresa verso la fine l 1954. L’idea iniziale dell’Autore, era raccontare una giornata del proprio bisnonno ai tempi dello sbarco di Garibaldi in Sicilia, ma nel corso della stesura, il manoscritto si arricchì di nuovi elementi. Da subito l’Autore si trovò di fronte alle difficoltà che la tecnica narrativa prescelta comportava; il romanzo avrebbe dovuto essere costruito secondo lo schema che James Joyce aveva utilizzato nelle sue opere e ai primi quattro capitoli se ne aggiunsero altri, rivelando una gestazione letteraria lunga e tormentata fino alla forma definitiva del 1956.“Il Gattopardo” narra la storia del principe di Salina e della sua famiglia nella Sicilia del tramonto di un’epoca, dall’assolutismo borbonico al trionfo dell’Italia liberale.Giuseppe Tomasi di Lampedusa, uomo di grande cultura e profondamente intriso nella cultura aristocratica, sapeva essere critico spietato nei confronti della sua classe sociale e nei confronti della terra di Sicilia alla quale era legato. Il Gattopardo fu pubblicato, postumo, l’11 novembre del 1958 da Feltrinelli. Il successo fu improvviso, straordinario e inaspettato. Nel giro di pochi mesi vendette più di 70 mila copie, nel 1959 vinse il Premio Strega e ad si può considerare il romanzo più tradotto del Novecento.

Giuseppe Tomasi sedutoIL GATTOPARDO: OLTRE LA NOTORIETA’
Il Gattopardo, primo vero best seller italiano del XX secolo, ha consacrato Giuseppe Tomasi di Lampedusa come uno degli Autori più amati del Novecento.La trasposizione cinematografica di Luchino Visconti ha reso il romanzo universalmente famoso al grande pubblico senza distinzione di età e dimensione sociale travalicando i confini della semplice notorietà e diventando un fatto di costume.La pellicola vinse la Palma d’oro come miglior film al 16° Festival di Cannes e ancora oggi, nonostante il mezzo secolo trascorso, si configura come un’eccellenza senza tempo. Il leggendario ballo finale (che Visconti impiegò un mese intero a girare), non è solo una sequenza che ormai appartiene alla memoria culturale collettiva, ma rappresenta l’immagine che probabilmente immortala il cinema italiano nel suo momento di massimo splendore.Termini come “gattopardismo” e “gattopardesco” sono entrati a far parte dell’uso quotidiano della lingua, e hanno trovato piena accoglienza nei dizionari. Testimoniano, inoltre, la grande notorietà di Tomasi di Lampedusa e del Gattopardo gli oltre 90 siti internet dedicati all’Autore e i ben oltre 200 dedicati al romanzo.